|
Fonte:http://ansa.it Segnalato da http://differenziati.wordpress.com/

Regione Lazio ancora da record con risultati al limite del sottosviluppo economico, sanitario e di civiltà per ciò che concerne la gestione, il trattamento e la produzione di rifiuti solidi urbani. La nostra Regione “vanta” due record: il primo riguarda livelli di raccolta differenziata estremamente bassi, il secondo attiene lo stock del monte rifiuti conferito in discarica, ben l’86 % (leggete bene, l’ottantasei per cento).
Questi numeri da delirio civile non sono certo frutto del caso. Sono in primis il risultato della oggettiva maggiore competenza sbandierata in un famoso video dall’ex assessore con delega ai rifiuti Mario Di Carlo; ma le cause sono anche altre e cioè una filiera rifiuti completamente distorta nella sua gestione.
Il Lazio infatti è la Regione che ha la discarica più grande d’Europa in mano ad un privato monopolista, sito che gli amministratori regionali e comunali (Roma) non riescono a chiudere da anni perchè in preda ai dictat dello stesso che esercita di fatto il bello ed il cattivo tempo. L’ente Regione Lazio è l’istituzione che nell’ultimo commissariamento rifiuti ha concepito un piano rifiuti (Marrazzo) autorizzando l’inceneritore dei Castelli Romani senza gara d’appalto, viziando il procedimento autorizzativo con provvedimenti farsa e collocando (logicamente) l’impianto di termodistruzione all’interno dell’ennesima discarica del monopolista di cui sopra ed a cui sarà assegnata anche la gestione dello stesso impianto. Buche e bruciatori in nome della speculazione e del dramma sanitario autorizzato dagli organi istituzionali, il Lazio ha la rotta segnata per i prossimi 30 anni, indirizzo messo in naftalina da Badaloni e Storace, rafforzato da Marrazzo e che Renata Polverini non sembra certo voler cambiare. Nel Lazio la vera emergenza rifiuti è quella che stanno creando, si brucia, si interra e non si differenzia, la civiltà prima di tutto.
Con il 12,9% il Lazio ottiene il peggior risultato, relativamente alla raccolta differenziata, di tutto il centro Italia. È quanto si evince da uno studio effettuato dall’Ispra (istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e relativo all’anno 2008. A livello regionale, infatti, sono il Trentino Alto Adige e il Veneto le regioni con le più alte percentuali di raccolta differenziata mentre il Lazio registra percentuali superiori solo alla regione del Sud. Tra le città con più di 150mila abitanti è Reggio Emilia che fa registrare la più elevata percentuale di raccolta differenziata mentre Roma migliora di poco arrivando allo 17.4% (16.9% nel 2007). La regione Lombardia, invece, mantiene il primato virtuoso di regione che smaltisce in discarica la percentuale inferiore di rifiuti solidi urbani, pari all’8% del totale. In termini assoluti, il Lazio si conferma regione che smaltisce in discarica la quantità maggiore di rifiuti con oltre 2 milioni e 800mila tonnellate, corrispondenti all’86% dei rifiuti prodotti. Il solo Comune di Roma ne manda quasi 1,5 milioni di tonnellate. (Fonte articolo, qui)
Nel computo dello smaltimento ”le cosiddette ecoballe stoccate in Campania” sono assimilabili al conferimento in discarica, in quanto diventano da ”forme di stoccaggio d’emergenza prolungate a tutti gli effetti forme di smaltimento in discarica”. A riferirlo il Rapporto rifiuti urbani 2009 dell’Ispra, presentato oggi a Roma. Questi siti, continua l’Ispra, hanno accolto annualmente a partire dal 2002 quote rilevanti di rifiuti sfiorando alla fine del 2008 il 6 milioni di tonnellate”. In seguito ”lo stoccaggio ha cominciato a diminuire” grazie agli interventi da parte del governo.
|