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Comunicato sulla minaccia di chiusura della discarica PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 04 Novembre 2010 20:26

La minaccia di Cerroni di chiudere la discarica di Roncigliano da Sabato 30 Ottobre, se non arrivasse dalla Regione Lazio il decreto per iniziare i lavori del settimo invaso, è assolutamente inaccettabile.
Questa è la reazione arrogante dell’avvocato alla grande manifestazione del 23 ottobre, cui hanno partecipato tutti i Comuni del bacino, all’appoggio dato ai comitati da parte delle amministrazioni locali e alla battaglia legale che in questi giorni vedrà il Tar pronunciarsi sui ricorsi promossi dai cittadini.
Il gruppo Cerroni, il Coema, vorrebbe quindi da un lato condizionare l’esito dei ricorsi al Tar e allo stesso tempo mettere sotto ricatto i cittadini del nostro territorio, imponendo scelte assolutamente pericolose per la salute pubblica. Fregandosene ovviamente di quella che è la volontà popolare.
Ormai Roncigliano, lo abbiamo detto più volte, è satura per cui va attivato al più presto un intervento di bonifica, come la Ue oggi impone, e allo stesso tempo dare un seguito concreto alle tante promesse fatte dai Comuni della nostra zona riguardo la raccolta differenziata.
Oggi il tempo delle promesse è finito, così come quello dei ricatti. Le migliaia di cittadini che hanno bloccato la via Appia per tutto il pomeriggio del 23 Ottobre, hanno ribadito che vogliono un modello gestionale dei rifiuti alternativo a quello fatto da discariche e inceneritori.

Per questo Sabato 13 Novembre convocheremo una nuova assemblea pubblica, in cui gradiremo la presenza di tutti i Sindaci che hanno partecipato al corteo, per discutere sull’esito dell’udienza del 27 Ottobre al Tar, ma anche per stabilire un percorso partecipato e condiviso che al più presto metta la parola fine alla discarica di Roncigliano oltre ad arginare un nuovo piano regionale dei rifiuti che dalle prime dichiarazioni della Presidente Polverini sarà ulteriormente peggiorativo rispetto a quello precedente, prevedendo addirittura ben 9 inceneritori .

COORDINAMENTO CONTRO L' INCENERITORE DI ALBANO

Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Novembre 2010 20:34
 
Pontina Ambiente minaccia: “Sabato chiudiamo la discarica” PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 04 Novembre 2010 20:25

La coema inizia con le minaccem temevamo che potesse succedere,  presto usciremoi con un nostro comunicato al riguardo, per ora riprendiamo quest'articolo:

di PAOLA BOLAFFIO - ILARIA ROMANO dal sito http://www.ilrefuso.com

Una dozzina di sindaci uniti scrivono al Prefetto: temono che l’azienda che gestisce i rifiuti metta in atto davvero la minaccia di chiudere la discarica di Roncigliano, se entro tre giorni non arriva un provvedimento straordinario dalla Regione che consente di allargarne in via eccezionale la capienza.  La giornata di oggi è stata a dir poco frenetica, sul fronte dei rifiuti castellani. Si è aperta con l’udienza del Tar che doveva decidere sui ricorsi contro l’inceneritore: i giudici hanno scelto di prendere tempo per esaminare più a fondo la questione ed eventualmente affidare ad un loro esperto la perizia superpartes sul progetto presentato da Coema.  Subito dopo, i sindaci che hanno presentato ricorso insieme ad altri di comuni interessati si sono riuniti d’urgenza. Ci sono sul piatto tre lettere che Pontina Ambiente (una delle parti di Coema, gestore della discarica) ha inviato negli ultimissimi giorni, dopo la manifestazione del 23 ottobre.  In sostanza, Pontina Ambiente, sollineando tra l’altro i costi aggiuntivi dovuti anche agli “sgambetti” dei comitati ambientalisti e chiedendo chi li pagherà, reclama un provvedimento urgente della Regione Lazio, altrimenti sabato, ossia tra due giorni, chiuderà la discarica.

Per capire, bisogna fare un passo indietro, al dicembre 2009, quando i comitati locali fecero una visita alla discarica e controllarono le volumetrie. Per loro, il quarto, il quinto e il sesto invaso erano già oltre il limite. Partono gli esposti, che diventeranno otto nell’arco di qualche mese.  Qualche giorno dopo la visita dei comitati, la Regione invia i suoi esperti a verificare.  Ad un primo esame sembra tutto a posto, ma la Regione chiede all’azienda di produrre una perizia giurata entro pochi giorni al fine di avere una documentazione ufficiale. L’azienda ci mette un po’. La relazione dell’esperto Guido Baldi arriverà in realtà a fine maggio 2010 e senza essere “giurata”. Si dice ancora una volta che è tutto regolare, anzi, gli invasi risultano sotto la volumetria autorizzata. Nel frattempo ai primi esposti si sono aggiunti gli altri. Il 23 settembre l’Arpa compie una nuova verifica e accerta serie irregolarità: gli invasi sono troppo pieni. E’ la stessa Regione, però, a suggerire la via d’uscita: trattandosi di emergenza, si procederà ad un decreto “d’emergenza”, appunto.

E’ questo che Pontina Ambiente oggi reclama. Ed è su questo che la dozzina di sindaci chiede la supervisione e l’intervento del Prefetto.  Qualcosa non torna: possibile che la Regione che accerta serie irregolarità già a monte preveda di superarle con un decreto? Possibile che l’azienda possa fare la voce grossa e pretendere il decreto altrimenti chiude la discarica?


Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Novembre 2010 20:34
 
Rassegna stampa sul corteo del 23 Ottobre PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 25 Ottobre 2010 14:19

Albano/gassificatore: migliaia di "no" sfilano in corteo

Manifestazione pacifica da Albano a Genzano    dal sito http://www.castellinews.it
«Abbiamo stimato circa tremila partecipanti – dicono gli organizzatori –. È almeno il doppio degli altri cortei. La cittadinanza è sempre più sensibile all'argomento e sempre più contraria all'inceneritore»

(Albano Laziale - Attualità) - E' stata una manifestazione pacifica, con "un assaggio di inceneritore" nei fumi del motore del generatore elettrico che alimentava gli altoparlanti a cui si sono alternati i rappresentanti del coordinamento "No inceneritore". Al corteo che nel pomeriggio di sabato 23 ottobre ha percorso Albano, Ariccia e Genzano per dire di nuovo no all'inceneritore, a pochi giorni di distanza dal pronunciamento del Tar sui ricorsi presentati dai "No inc", c'erano anche tante fasce tricolori: quelle dei comuni che lo scorso agosto hanno sottoscritto un documento condiviso per richiedere al Tar la sospensiva della realizzazione dell'impianto. «Nelle ultime tre settimane molte di queste amministrazioni comunali si sono schierate ulteriormente con dei ricorsi ad adiuvandum, cioè a sostegno dei nostri», ha detto Daniele Castri, legale del coordinamento. «Per noi è un grande risultato». «Comunque si pronunci il Tar noi andremo avanti – ha detto all'altoparlante Gino, fisico, membro del coordinamento –. Non passeranno! Solidarietà alla gente di Terzigno». La manifestazione si è svolta senza incidenti. «Abbiamo stimato circa tremila partecipanti – ha continuato Castri –. È almeno il doppio degli altri cortei. La cittadinanza è sempre più sensibile all'argomento e sempre più contraria all'inceneritore». Come alternativa all'incenerimento, coordinamento e cittadini reclamano raccolta differenziata, riciclo e trattamento meccanico-biologico a freddo dei rifiuti, per recuperare il più possibile inquinando il meno possibile.

I Castelli contro l'inceneritore in piazza cittadini e sindaci

dal sito http://roma.repubblica.it
Il comitato: per le strade "ci sono stati anche i sindaci con la fascia tricolore", e questo "è importante in vista del pronunciamento del Tar" previsto il 27 ottobre. Hanno sfilato anche Verdi, Pd, dissidenti del Pdl e finiani

'Lotta a Roncigliano come a Terzigno'. Con questo slogan un corteo con "miglia di persone", secondo gli organizzatori, ha sfilato per dire 'No all'inceneritore ad Albano'. Per le strade dei Castelli Romani, ha fatto sapere il coordinamento, "ci sono stati anche i sindaci con la fascia tricolore", e questo "è importante in vista del pronunciamento del Tar" previsto il 27 ottobre. Gli organizzatori hanno precisato che si registra "la presenza di quasi tutte le amministrazioni che hanno si sono costituite 'ad adiuvandum' al Tar". A sfilare con la cittadinanza e le associazioni "quasi tutte la rappresentanze dei comuni dei Castelli".

LA MANIFESTAZIONE

Il corteo, partito alle 15 da Albano è arrivato a Genzano attraversando Ariccia. Anche l'Udc locale ha espresso la propria contrarietà all'impianto di Roncigliano. Il sindaco di Albano, il Pd Nicola Marini, non ha partecipato "a causa di impegni personali", ma ha fatto sapere di essere "vicino ai cittadini per far valere le loro, e le nostre, ragioni". Insomma, anche il Pd dice 'no' all'inceneritore. Da Marino hanno fatto sapere che "la coalizione di centrosinistra tutta, con una nutrita rappresentanza, ha partecipato alla manifestazione".

A sfilare per le strade dei Castelli anche i Verdi, che con il presidente regionale Ferdinando Bonessio, chiede con insistenza "un serio piano di raccolta differenziata porta a porta": "La Rgione Lazio deve mettere in campo una volta per tutte le risorse, i mezzi e le tecnologie per risolvere il problema dei rifiuti in maniera sostenibile - ha detto Bonessio - senza attentare alla salute dei cittadini, come si fa in tutto il resto d'europa e soprattutto senza favorire potentati economici che lucrano sulla gestione di inquinanti discariche e pericolosi inceneritori, mettendo a serio rischio le popolazioni".

Ma il 'no' al termovalorizzatore è arrivato anche dai circoli di futuro e libertà di Albano, Ciampino, Velletri, Frascati, unitamente ai gruppi di Monte Porzio, Rocca di Papa, Monte Compatri, Marino, Ariccia e Ardea. Tutti esprimono la loro "contrarietà all'installazione dell'inceneritore", ribadendo la "perplessità per le modalità con cui si è deciso, o sarebbe meglio dire imposto", il progetto. Oltre ai finiani, hanno aderito anche i critici del Pdl: sono i sindaci di Marino e Nemi, che hanno votato delle delibere con cui hanno sancito il loro appoggio ai ricorsi al tar presentato dal coordinamento 'no inceneritore' contro l'impianto.

Ma il fronte anti-inceneritore comincia a mostrare qualche crepa. "I comitati 'No Inc' di Albano ci hanno cacciato dal corteo contro l'inceneritore perché avevamo scelto di partecipare alla manifestazione con il Tricolore", hanno denunciato i militanti di Futuro e Libertà. "Avevamo portato il Tricolore per sottolineare la necessaria trasversalità che - aggiungono - si deve raggiungere attorno a questioni come l'ambiente. I comitati di estrema sinistra, invece, ci hanno detto chiaramente che dello Stato e dei suoi simboli non ne vogliono sapere. Come se il territorio fosse solo roba loro". "Nonostante il trattamento ricevuto - hanno aggiunto i militanti Fli dei Castelli Romani e del litorale - ribadiamo la nostra contrarietà all'inceneritore di Albano e ringraziamo le tante persone e rappresentanti istituzionali di ogni orientamento presenti al corteo che hanno manifestato solidarietà a noi e al Tricolore".

link alle foto da "La Repubblica"


Albano segue l'eco di Terzigno, in migliaia: «No all'inceneritore»

dal sito http://roma.corriere.it
Manifestazione lungo la via Appia, sino a Genzano: «Impianto nocivo che impoverisce falde acquifere»

ROMA - L’eco della rabbiosa sollevazione a Terzigno rimbalza sino alle porte di Roma. E più precisamente ad Albano, dove nel pomeriggio di sabato 23ottobre circa mille cittadini hanno manifestato - in un corteo lungo la via Appia, sino a Genzano - contro l'installazione di un inceneritore di rifiuti. Una protesta che giunge il giorno dopo il sequestro, ordinato dalla procura di Velletri, di una cava a Lanuvio, sempre ai Castelli, dove sarebbero stati rilevati «valori anomali» nella lavorazione di residui nocivi.

I CITTADINI: VOGLIAMO CHIAREZZA - A sentire le ragioni del comitato che ha organizzato l’iniziativa di protesta ad Albano, «l’impianto, nocivo e che impoverisce le falde acquifere», sarebbe «irregolare. Infatti tra la prima e la seconda valutazione d'impatto ambientale – spiega Daniele Castri, rappresentante legale del coordinamento no all’inceneritore - è cambiato il progetto, passato da raffreddamento ad acqua ad uno ad aria. Ma per legge, nel caso di modifiche così importanti, tutte le autorizzazioni debbono essere rinnovate. Mentre così non è stato. Insomma, serve chiarezza».

DECIDERA’ IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO - La data cruciale è quella di mercoledì 27 ottobre, quando il Tar del Lazio dovrà esprimersi su un ricorso presentato dalle associazioni cittadine che non voglio l’inceneritore, ancora da costruire ed autorizzato dalla giunta Marrazzo. Contrari al gassificatore sono i Verdi «perché non è stato condotto un serio studio epidemiologico e l'area dei Castelli – spiegano i consiglieri regionali Angelo Bonelli e Nando Bonessio - già affronta serie problematiche ambientali, come la scarsità delle risorse idriche e la cementificazione selvaggia».

LANUVIO, RIFIUTI NOCIVI NELLA CAVA - Intanto la Procura di Velletri prosegue l’ inchiesta sulla vicenda della cava di Lanuvio, trasformata da circa un anno in un gigantesco impianto per il deposito di rifiuti speciali. Per ora l’attività è sospesa e l’intera area è sotto sequestro giudiziario dopo una verifica effettuata dalla Polizia provinciale, sezione di Colleferro, che ha riscontrato alcuni valori anomali in un campione di residui di cartiera versati nell’ex cava.

 
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