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Albano/gassificatore: migliaia di "no" sfilano in corteo
Manifestazione pacifica da Albano a Genzano dal sito http://www.castellinews.it «Abbiamo stimato circa tremila partecipanti – dicono gli organizzatori –. È almeno il doppio degli altri cortei. La cittadinanza è sempre più sensibile all'argomento e sempre più contraria all'inceneritore»
(Albano Laziale - Attualità) - E' stata una manifestazione pacifica, con "un assaggio di inceneritore" nei fumi del motore del generatore elettrico che alimentava gli altoparlanti a cui si sono alternati i rappresentanti del coordinamento "No inceneritore". Al corteo che nel pomeriggio di sabato 23 ottobre ha percorso Albano, Ariccia e Genzano per dire di nuovo no all'inceneritore, a pochi giorni di distanza dal pronunciamento del Tar sui ricorsi presentati dai "No inc", c'erano anche tante fasce tricolori: quelle dei comuni che lo scorso agosto hanno sottoscritto un documento condiviso per richiedere al Tar la sospensiva della realizzazione dell'impianto. «Nelle ultime tre settimane molte di queste amministrazioni comunali si sono schierate ulteriormente con dei ricorsi ad adiuvandum, cioè a sostegno dei nostri», ha detto Daniele Castri, legale del coordinamento. «Per noi è un grande risultato». «Comunque si pronunci il Tar noi andremo avanti – ha detto all'altoparlante Gino, fisico, membro del coordinamento –. Non passeranno! Solidarietà alla gente di Terzigno». La manifestazione si è svolta senza incidenti. «Abbiamo stimato circa tremila partecipanti – ha continuato Castri –. È almeno il doppio degli altri cortei. La cittadinanza è sempre più sensibile all'argomento e sempre più contraria all'inceneritore». Come alternativa all'incenerimento, coordinamento e cittadini reclamano raccolta differenziata, riciclo e trattamento meccanico-biologico a freddo dei rifiuti, per recuperare il più possibile inquinando il meno possibile.
I Castelli contro l'inceneritore in piazza cittadini e sindaci
dal sito http://roma.repubblica.it Il comitato: per le strade "ci sono stati anche i sindaci con la fascia tricolore", e questo "è importante in vista del pronunciamento del Tar" previsto il 27 ottobre. Hanno sfilato anche Verdi, Pd, dissidenti del Pdl e finiani
'Lotta a Roncigliano come a Terzigno'. Con questo slogan un corteo con "miglia di persone", secondo gli organizzatori, ha sfilato per dire 'No all'inceneritore ad Albano'. Per le strade dei Castelli Romani, ha fatto sapere il coordinamento, "ci sono stati anche i sindaci con la fascia tricolore", e questo "è importante in vista del pronunciamento del Tar" previsto il 27 ottobre. Gli organizzatori hanno precisato che si registra "la presenza di quasi tutte le amministrazioni che hanno si sono costituite 'ad adiuvandum' al Tar". A sfilare con la cittadinanza e le associazioni "quasi tutte la rappresentanze dei comuni dei Castelli".
LA MANIFESTAZIONE
Il corteo, partito alle 15 da Albano è arrivato a Genzano attraversando Ariccia. Anche l'Udc locale ha espresso la propria contrarietà all'impianto di Roncigliano. Il sindaco di Albano, il Pd Nicola Marini, non ha partecipato "a causa di impegni personali", ma ha fatto sapere di essere "vicino ai cittadini per far valere le loro, e le nostre, ragioni". Insomma, anche il Pd dice 'no' all'inceneritore. Da Marino hanno fatto sapere che "la coalizione di centrosinistra tutta, con una nutrita rappresentanza, ha partecipato alla manifestazione".
A sfilare per le strade dei Castelli anche i Verdi, che con il presidente regionale Ferdinando Bonessio, chiede con insistenza "un serio piano di raccolta differenziata porta a porta": "La Rgione Lazio deve mettere in campo una volta per tutte le risorse, i mezzi e le tecnologie per risolvere il problema dei rifiuti in maniera sostenibile - ha detto Bonessio - senza attentare alla salute dei cittadini, come si fa in tutto il resto d'europa e soprattutto senza favorire potentati economici che lucrano sulla gestione di inquinanti discariche e pericolosi inceneritori, mettendo a serio rischio le popolazioni".
Ma il 'no' al termovalorizzatore è arrivato anche dai circoli di futuro e libertà di Albano, Ciampino, Velletri, Frascati, unitamente ai gruppi di Monte Porzio, Rocca di Papa, Monte Compatri, Marino, Ariccia e Ardea. Tutti esprimono la loro "contrarietà all'installazione dell'inceneritore", ribadendo la "perplessità per le modalità con cui si è deciso, o sarebbe meglio dire imposto", il progetto. Oltre ai finiani, hanno aderito anche i critici del Pdl: sono i sindaci di Marino e Nemi, che hanno votato delle delibere con cui hanno sancito il loro appoggio ai ricorsi al tar presentato dal coordinamento 'no inceneritore' contro l'impianto.
Ma il fronte anti-inceneritore comincia a mostrare qualche crepa. "I comitati 'No Inc' di Albano ci hanno cacciato dal corteo contro l'inceneritore perché avevamo scelto di partecipare alla manifestazione con il Tricolore", hanno denunciato i militanti di Futuro e Libertà. "Avevamo portato il Tricolore per sottolineare la necessaria trasversalità che - aggiungono - si deve raggiungere attorno a questioni come l'ambiente. I comitati di estrema sinistra, invece, ci hanno detto chiaramente che dello Stato e dei suoi simboli non ne vogliono sapere. Come se il territorio fosse solo roba loro". "Nonostante il trattamento ricevuto - hanno aggiunto i militanti Fli dei Castelli Romani e del litorale - ribadiamo la nostra contrarietà all'inceneritore di Albano e ringraziamo le tante persone e rappresentanti istituzionali di ogni orientamento presenti al corteo che hanno manifestato solidarietà a noi e al Tricolore".
link alle foto da "La Repubblica"
Albano segue l'eco di Terzigno, in migliaia: «No all'inceneritore»
dal sito http://roma.corriere.it Manifestazione lungo la via Appia, sino a Genzano: «Impianto nocivo che impoverisce falde acquifere»
ROMA - L’eco della rabbiosa sollevazione a Terzigno rimbalza sino alle porte di Roma. E più precisamente ad Albano, dove nel pomeriggio di sabato 23ottobre circa mille cittadini hanno manifestato - in un corteo lungo la via Appia, sino a Genzano - contro l'installazione di un inceneritore di rifiuti. Una protesta che giunge il giorno dopo il sequestro, ordinato dalla procura di Velletri, di una cava a Lanuvio, sempre ai Castelli, dove sarebbero stati rilevati «valori anomali» nella lavorazione di residui nocivi.
I CITTADINI: VOGLIAMO CHIAREZZA - A sentire le ragioni del comitato che ha organizzato l’iniziativa di protesta ad Albano, «l’impianto, nocivo e che impoverisce le falde acquifere», sarebbe «irregolare. Infatti tra la prima e la seconda valutazione d'impatto ambientale – spiega Daniele Castri, rappresentante legale del coordinamento no all’inceneritore - è cambiato il progetto, passato da raffreddamento ad acqua ad uno ad aria. Ma per legge, nel caso di modifiche così importanti, tutte le autorizzazioni debbono essere rinnovate. Mentre così non è stato. Insomma, serve chiarezza».
DECIDERA’ IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO - La data cruciale è quella di mercoledì 27 ottobre, quando il Tar del Lazio d ovrà esprimersi su un ricorso presentato dalle associazioni cittadine che non voglio l’inceneritore, ancora da costruire ed autorizzato dalla giunta Marrazzo. Contrari al gassificatore sono i Verdi «perché non è stato condotto un serio studio epidemiologico e l'area dei Castelli – spiegano i consiglieri regionali Angelo Bonelli e Nando Bonessio - già affronta serie problematiche ambientali, come la scarsità delle risorse idriche e la cementificazione selvaggia».
LANUVIO, RIFIUTI NOCIVI NELLA CAVA - Intanto la Procura di Velletri prosegue l’ inchiesta sulla vicenda della cava di Lanuvio, trasformata da circa un anno in un gigantesco impianto per il deposito di rifiuti speciali. Per ora l’attività è sospesa e l’intera area è sotto sequestro giudiziario dopo una verifica effettuata dalla Polizia provinciale, sezione di Colleferro, che ha riscontrato alcuni valori anomali in un campione di residui di cartiera versati nell’ex cava.
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