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L’ACEA FORNISCE AI CASTELLI ACQUA
TROPPO SPESSO NON POTABILE
SABATO 11 DICEMBRE 2010 alle ore 17,00
PRESSO LA SALA DELLA CIRCOSCRIZIONE DI CECCHINA VIA ROCCA DI PAPA
ASSEMBLEA PUBBLICA
E’ ormai divenuto di pubblico dominio quanto andiamo dicendo da anni e qualcuno tra noi da più di 10 anni.
Il sovrasfruttamento delle falde idriche del nostro territorio dovuto alla sciagurata gestione del medesimo da parte delle amministrazioni, degli operatori economici e di chi ha continuato a costruire indiscriminatamente, ha determinato la presenza di elementi indesiderati e patogeni nelle acque delle nostre case. Da anni la presenza di fluoro, arsenico, manganese e altro, va oltre i limiti previsti dalla legge del 2001.
Sei anni di deroghe concessi dal governo nazionale non sono bastati, e non sono bastati neanche ad ACEA che ormai governa le acque dei nostri territori da 5 anni e riscuote bollette relative ad un servizio che non ha la qualità minima per rispettare il contratto di servizio.
Nel mese di ottobre tra l’8 e l’11 abbiamo fatto undici prelievi a Cecchina, Montagnano, Cancelliera, Pavona, Lanuvio, Genzano. Ebbene 6 campioni su 11 davano valori eccedenti i limiti di 10 microg/lt per l’arsenico e di 1,5 millig/lt per il fluoro.
Il 28 ottobre la commissione europea ha risposto alle richieste della regione Lazio concedendo l’ennesima deroga per il fluoro portando il limite a 2,5 millig/lt fino al 2012, ma ha respinto la richiesta di portare il limite per l’arsenico a 50 microg/lt.
Risultato: per tutto il 2010 l’ACEA CI HA FORNITO ACQUA FORMALMENTE NON POTABILE e in più ci ha preso per i fondelli allegando alla bolletta una letterina dove vantava deroghe inesistenti. Il giochino è consistito nel consegnare nel 2010 una comunicazione comunque scema , ma datata luglio 2009.
Ciò senza considerare il merito delle cose e cioè che, deroga o no, l’assunzione di acqua con un contenuto di fluoro superiore a 1,5 millig/lt può far insorgere fluorosi o altre patologie, mentre l’assunzione di arsenico per periodi lunghi anche per quantità largamente inferiori ai 10 microg determina un aumento significativo del rischio di contrarre per esempio il cancro alla vescica. Tutto questo è coerente con le risultanze delle indagini epidemiologiche che danno nella nostra zona un incidenza dei cancri all’apparato urogenitale largamente superiore alla media regionale. In questa situazione ACEA, socio al 33% di COEMA, pretende, con l’avv Cerroni, di costruire l’inceneritore dei rifiuti a Roncigliano nel cuore del disastro idrico dei castelli conoscendo la cascata di acqua necessaria permanentemente a questo pentolone.
NON POSSIAMO PERMETTERE QUESTE COSE.
ACEA DEVE RITIRARE TUTTA LA FATTURAZIONE RELATIVA AI CONSUMI DEL 2010, MA VA RIVISTA PURE QUELLA DEGLI ANNI PRECEDENTI.
I COMUNI CAMBINO RADICALMENTE LA POLITICA URBANISTICA DEI TERRITORI, NE’ UN METRO CUBO DI CEMENTO, NE’ UN METRO QUADRO DI ASFALTO.
SABATO 11 DICEMBRE 2010 alle ore 17,00
PRESSO LA SALA DELLA CIRCOSCRIZIONE DI CECCHINA VIA ROCCA DI PAPA
ASSEMBLEA PUBBLICA
Coordinamento contro l’inceneritore di Albano
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