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Fonte: www.noinceneritorealbano.it
L' udienza al T.A.R. Lazio, tenuta lo scorso 24 marzo che, ricordiamo, doveva esprimersi su almeno 2 dei 3 ricorsi depositati dal coordinamento contro l'inceneritore di Albano, non è entrata nel merito delle questioni da noi sollevate ed è stata rinviata di circa un mese, con data ancora da definirsi.
I 3 ricorsi dei "no inc", comunque, sono stati finalmente accorpati in un’unica causa amministrativa, come richiesto dall'avvocato del coordinamento “Pino” Lo Mastro. In questo modo si potranno discutere in maniera univoca tutti gli aspetti legali, tecnico/ scientifici, igienico/sanitari, che riteniamo rappresentino le principali forzature d’ illegalità (non solo amministrativa) che hanno portato all’approvazione definitiva del gassificatore di Albano Laziale.
Reputiamo, ad ogni modo, il rinvio della sentenza un dato positivo perché ci permette di mantenere la vertenza ancora integra sia al Tar Lazio sia alla corte dei Conti, dove si dibattono altri 2 punti cruciali della nostra lotta: l’assenza d’una gara d’appalto per il Gassificatore d’Albano ed il divieto da parte dell’Unione Europea della contribuzione pubblica per questa tipologia d’impiantistica industriale a partire dal 31.12.2008.
Negli ultimi mesi, inoltre, il coordinamento contro l' inceneritore, ha continuato ad effettuare una serie di sopralluoghi nella zona adiacente la discarica di Roncigliano, notando che sono stati, a nostro avviso illegalmente, innalzati di diversi metri gli argini del 4°, 5° e 6° invaso, col fine di continuare a smaltire lì i rifiuti in arrivo da tutto il bacino dell’area castelli romani, visto che di spazio ulteriore in discarica non n’è rimasto altro. Pare giusto ricordare che il movimento delle macchine terra sugli invasi già chiusi e tombati è assolutamente vietato perché, oltre a costituire un reato penale, c'è il rischio che dalla loro riapertura possano sprigionarsi gas inquinanti , frutto di processi biochimici, altamente infiammabili oltrechè pericolosissimi per la salute umana e per l’ambiente.
Per questi motivi, negli ultimi 18 mesi, il coordinamento no inc ha presentato 4 esposti al tribunale di Velletri, ai Noe, alla Polizia Provinciale, all’Arpa Lazio, alla Ausl Roma H, col fine di avviare un’ ispezione sul sito e verificare nel dettaglio cosa stesse accadendo ed in che modo fosse gestita la discarica. Nonostante la numerosa documentazione video e fotografica da noi raccolta, da allora non abbiamo ottenuto, ad oggi, risposte in merito. La Procura di Velletri sembra un porto delle nebbie che vuole portare avanti un ostruzionismo ad oltranza nei confronti della nostra lotta.
Per queste ed altre ragioni il 25 marzo scorso abbiamo organizzato un presidio di fronte la Procura della Repubblica di Velletri. In quegli uffici sembra che l' immobilismo sia la regola. Il presidio, comunque, ha ottenuto un seppur minimo risultato: il Procuratore Capo Dott. Piro ed il magistrato Dott. Travaglini, hanno incontrato lunedì 29 marzo una nostra delegazione. Hanno mostrato, entrambi, disponibilità ed interesse rispetto al materiale fotografico e documentale da noi sottoposto alla loro attenzione. Vedremo, a breve, se all’interesse seguiranno i fatti e, soprattutto, gli accertamenti del caso.
Coordinamento contro l' inceneritore di Albano
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