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Valutate l'estensione dell'area, la distanza dal paese e dalla ferrovia. L'inusuale localizzazione in provincia della discarica è in linea con il piano rifiuti della Regione, che ha previsto una diversa organizzazione degli Ato, gli ambiti territoriali ottimali di CECILIA GENTILE
Una superficie di 145 ettari, tutti nel comune di Allumiere. É questo l'appezzamento di terreno che il ministro della Difesa Ignazio La Russa si è impegnato a mettere a disposizione del Campidoglio perché l'Ama possa realizzarci discarica, impianti per il trattamento dei rifiuti e gassificatore.
L'area "per le sue caratteristiche di estensione, geomorfologiche e di ubicazione rispetto al centro abitato, nonché per la vicinanza e collegamento con le infrastrutture ferroviarie - recita il protocollo d'intesa firmato con il sindaco Alemanno - risulta di interesse di Roma Capitale ai fini dell'utilizzo per finalità di pubblico interesse". E l'utilizzo è presto detto: "un polo integrato per lo smaltimento, il trattamento ed il recupero dei rifiuti". Per di più, mette bene in chiaro il documento, il progetto rispetta "le caratteristiche previste anche dalla delibera della giunta regionale del 19 novembre 2010, n. 523". In altre parole: l'inusuale localizzazione in provincia della discarica è in linea con il piano rifiuti della Regione Lazio, che ha previsto una diversa organizzazione degli Ato, gli ambiti territoriali ottimali, che per legge devono essere autosufficienti nel ciclo di smaltimento, trattamento e recupero dei rifiuti. La Regione ha creato un unico Ato che coincide con tutto il Lazio, diviso in cinque sub-Ato corrispondenti ai territori delle cinque province, ognuno dei quali dovrà garantire l'autosufficienza. Roma e provincia vengono assimilate in un unico sub-Ato, mentre in precedenza la capitale costituiva da sola un Ambito territoriale ottimale. La differenza è sostanziale: prima Roma era obbligata a smaltire i suoi rifiuti all'interno dei confini comunali, adesso può esportarli in tutta la provincia, come chiedevano il Campidoglio e l'Ama. "Non ci sarà l'esodo dei rifiuti romani in tutto il Lazio - dichiarava l'assessore regionale ai Rifiuti Pietro Di Paolo presentando il piano il 19 novembre 2010 - Quelli della capitale rimarranno nel sub ambito di pertinenza". E infatti potranno andare ad Allumiere, con la benedizione del governo e della Regione.
"Tra l'altro la zona - specifica il protocollo - è stata già inclusa tra le localizzazioni analizzate nel piano di individuazione dei siti idonei ad ospitare impianti di termovalorizzazione". Dal momento del suo insediamento il sindaco Gianni Alemanno sostiene la necessità di un quinto gassificatore nel Lazio, uno in più rispetto a quelli individuati dal precedente piano rifiuti dell'allora commissario Marrazzo. Prospettiva condivisa anche dalla giunta Polverini e dal suo piano rifiuti: se la percentuale di raccolta differenziata non arriverà al 60% alla fine del 2011, come richiede la legge nazionale, il Lazio si doterà di un quinto termovalorizzatore.
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