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Fonte: www.noinceneritorealbano.it
Lo scorso 26 Luglio una delegazione del Coordinamento contro l'inceneritore ha incontrato il sindaco di Albano Laziale Nicola Marini ed il suo l'assessore all'ambiente ed alle politiche energetiche Claudio Fiorani.
Diversi i temi in discussione: l'ispezione dei vigili urbani e dell’ufficio urbanistica in discarica da cui emerge, pare, sia stata accertata la presenza “sospetta” di container e materiale altamente tecnologico utile alla costruzione dell’inceneritore di Roncigliano posizionati su un’area, tra l’altro, accatastata, al comune, come lotto ad uso parcheggio non adatta, tecnicamente, per lo stoccaggio di materiale edile e/o industriale – la relazione seguente è stata “inviata” dal comune, all’inizio di Luglio, alla procura della repubblica presso il tribunale di velletri. Attendiamo gli esiti delle indagini.
Altro punto in discussione, tra i tanti, portato all’attenzione del sindaco, riguardava la nuova campagna per la richiesta di sospensiva cautelare dell’Aia relativa all’inceneritore di Albano da sottoporre all’attenzione della conferenza dei sindaci del 2 agosto oltreché, naturalmente, alla necessità, davvero impellente a questo punto, d’un appoggio ad adiuvandum dei nostri tre ricorsi al Tar Lazio, da parte di quanti più comuni(che riversano a roncigliano)possibile, oltre al sostegno “sostanziale”, ci pare ovvio, dell’amministrazione di Albano che s’aggiunge a quello del WWF Italia.
Abbiamo discusso, poi, a proposito di inceneritore ma non solo, anche di acqua ad uso potabile ed ad uso industriale, di concentrazioni al di sopra del limite nazionale – ma entro quello della “nuova e fiammante” legge deroga sulle quantità d’inquinanti nell’acqua ad uso civile nei castelli romani: e, quindi, d'arsenico, di manganese, di fluoro, di vanadio, concentrazione che il sindaco ha addebitato a problemi con il miscelatore di Via Rufelli. La richiesta, da parte nostra, è una ed una sola: perché, per le strade, non ci sono manifesti utili ad informare le popolazioni dei rischi igienico-sanitari connessi all’uso di acqua pericolosa per la salute umana e l’ambiente in attesa, ci dicono, dell’attivazione (primavera 2011) della super-condotta Acea-Ato2 “Santa Palomba – Acqua Acetosa” panacea di tutti i mali? Perché non informare, nel frattempo, le popolazioni dei castelli e di Albano sulle precauzioni igienico-sanitarie da tenere nell’uso di acqua potabile “contaminata” da concentrazioni pericolose per la salute umana?
Alla fine dell'incontro l'assessore Fiorani ha annunciato di aver indetto una conferenza pubblica delle amministrazioni comunali per discutere del problema dell'inceneritore. 
La conferenza dei sindaci del 2 Agosto, però, non è stata affatto pubblica, come annunciato i giorni precedenti, essendosi tenuta a porte chiuse tra i rappresentanti dei 10 comuni del bacino: Albano, Ardea, Ariccia, Castel Gandolfo, Genzano, Lanuvio, Marino, Nemi, Pomezia e Rocca di Papa. Solo alla fine d’una accesa, ci dicono, e lunga discussione, nel corso della conferenza stampa tenuta dal sindaco Marini e dall’assessore all’ambiente fiorani al termine della conferenza dei sindaci, nella sala consiliare di palazzo savelli, abbiamo conosciuto l’esito della stessa: ossia la firma condivisa, all’unanimità, da parte di tutti i sindaci del bacino dei castelli, d’un documento nel quale si chiede, con forza, alla regione Lazio, alla Polverini ed alle sue dirigenze, una sospensiva cautelare degli effetti dell’Autorizzazione Integrata Ambientale relativa all’inceneritore di Albano.
Importantissimo è anche il passo indietro rispetto alla richiesta di chiusura del ciclo industriale dei rifiuti (realizzazione dell'inceneritore n.d.r.) nella zona di Roncigliano, anche se la motivazione addotta, cioè il venir meno dei presupposti che avevano portato nel corso del 2007 all’emergenza cdr nei castelli romani, ci pare piuttosto insensata. Il progetto dell'inceneritore non è, infatti, alternativo alla discarica (tant'è vero che le richieste di Valutazione di Impatto Ambientale per inceneritore e settimo invaso della discarica sono state sviluppate parallelamente), la costruzione dell'inceneritore, inoltre, impiegherebbe diversi anni e non è, dunque, una soluzione rapida per lo smaltimento dei rifiuti e/o del CDR. L'azione più consona da parte dei comuni per risolvere il problema della discarica è di organizzare una seria politica di raccolta differenziata porta a porta, così da promuovere una sana gestione dei rifiuti fondata sui principi di riduzione riuso e riciclo.
Restiamo in attesa dell’appoggio ad adiuvandum da parte di tutti i comuni dei Castelli Romani (Albano in primis) dei nostri tre ricorsi al tar lazio.
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